“It is not a lack of love, but a lack of friendship that makes unhappy marriages.”— Friedrich Nietzsche
Non è la mancanza di amore, ma la mancanza di amicizia, che rende infelice un matrimonio.
“It is not a lack of love, but a lack of friendship that makes unhappy marriages.”— Friedrich Nietzsche
Non è la mancanza di amore, ma la mancanza di amicizia, che rende infelice un matrimonio.
→ No CommentsCategorie: 64912
… lo sappiamo, è un po’ sconcertante, per chi torna sul sito (grazie!!!), trovarlo così spesso con un aspetto del tutto diverso. Vi chiediamo scusa: del resto, abbiamo solo quattro mesi di vita, e i bambini di quest’età cambiano aspetto molte volte
A parte gli scherzi: Incontri per le Coppie è un luogo virtuale che sta ancora cercando il suo assetto definitivo. Stiamo cercando il look più gradevole ed insieme più funzionale, e soprattutto la massima accessibilità di tutti i contenuti. Consigli, critiche ed osservazioni sono molto gradite!
→ No CommentsCategorie: 64912
Sposarsi senza wedding planning? Si può - I matrimoni extra-lusso ci hanno sempre un po’ intimoriti. Perchè una coppia si deve indebitare per paura di tradire le altrui aspettative?
Perchè spendere energie e capitali per dar vita a banchetti pantagruelici, dopo i quali generalmente si fatica ad alzarsi dalla sedia, preferendo andare a bere un paio di amari, piuttosto che ballare?
E, soprattutto, perchè un pranzo per un matrimonio al ristorante deve costare il doppio rispetto al solito, solo perchè è “per un matrimonio”?
Ciao a tutti, sposi e non ancora sposi! Siamo Isabella e Wanny, moglie e marito da due anni e fervidi sostenitori dell’idea che ci si possa sposare organizzando una festa “alternativa”, più economica e, magari, più “etica”.
Il banchetto del nostro matrimonio (25 euro a persona) è stato egregiamente gestito da un’associazione di volontari (Caravanele e Cruz del Sur), che destinava il ricavato a dei progetti di solidarietà in paesi del terzo
mondo; le bomboniere sono state fatte dalla sposa, aiutata dalla mamma e da un’amica, usando i succulenti confetti del Mercato Equo e Solidale; centritavola e ornamenti vari sono stati preparati dagli sposi e sistemati nei punti giusti da alcuni amici; il costo dei fiori per la Chiesa è stato equamente suddiviso tra noi e la coppia che si è sposata tre ore prima; la torta è stata fatta, per nostra fortuna, da un amico pasticcere; e, infine, il posto affittato era una struttura tendonata in mezzo ad un parco.
In questo modo siamo riusciti anche ad invitare proprio tutti i nostri amici e parenti, realizzando una festa di cui abbiamo un bellissimo ricordo.
Insomma, ragazzi, secondo noi non servono un wedding planner e un prestito per sposarsi: basta un po’ di creatività e la voglia di coronare il proprio sogno!
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: cerimonia, Matrimonio, nozze, soldi
Sposati con 5000 Euro - Sembra impossibile, eppure qualcuno ce l’ha fatta. Ed è stato anche molto soddisfatto!
“Sposarsi con 5000 Euro è quasi un miraggio” mi disillude un’amica facendomi l’elenco delle spese da affrontare. Eppure sono certo che qualcuno ce l’ha fatta adirittura con meno, e non parlo dei nostri nonni.
Il matrimonio diventa spesso una festa che tende a soddisfare le esigenze di genitori e parenti, più che quelle degli sposi. E spesso si accetta perche “come si fa a deludere mamma e papà che hanno fatto così tanto per me?”
Non si tratta di deludere ma di spiegare. E state certi che se questo tipo di matrimonio sobrio inizia a diffondersi, potrebbero essere genitori e parenti i primi a consigliarlo.
“Ma ho messo via i soldi perchè è una vita che sogno questo momento…” Nessuno ti dice di banalizzarlo, ma davanti alla persona che ami e davanti a Dio le cose che contano sono così profonde e poco visibili che vale la pena di dare un’occhio anche all’interno e magari tralasciare qualcosa all’esterno.
Con 5000 euro si può, forse anche meno…
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: cerimonia, Matrimonio, nozze, soldi
ANSA.it - Quel ’si” del giorno del matrimonio, pronunciato a voce alta o titubante, resta ancora oggi un sì fatidico, ma è ‘un si” sempre più costoso: oggi un matrimonio ‘normale’, che cioé non comprenda esagerazioni, costa non meno di 27.000 euro, 40% in più rispetto al 2001. Ma, per chi non si accontenta e punta ad uno sposalizio da star hollywoodiane, si può arrivare a spendere fino ad un massimo di 47.910 euro. Le cifre provengono da un’indagine condotta dall’osservatorio nazionale di Federconsumatori, che - a ridosso della “stagione dei matrimoni” - ha calcolato “le principali voci di spesa necessarie”, appunto, per sposarsi. “Una cerimonia ben fatta, niente di esagerato, un matrimonio nella norma, un ottimo pranzo, un bel vestito - fa sapere Federconsumatori - può costare circa 27.000″, contro i 19.527 euro di sette anni fa.
La spesa più consistente riguarda il pranzo nuziale. Certo dipende dal numero degli invitati e delle portate, ma anche dall’utilizzo di cibi ricercati e dalla tipologia del ristorante. Ma, per festeggiare intorno alla tavola con parenti, amici e conoscenti bisogna sborsare circa 10.000 euro. In questo caso l’ incremento è del 33% rispetto al 2001, quando in media lo stesso pranzo costava 7500 euro. Una vera stangata è la torta nuziale, quella con i tradizionali sposini in plastica posti in cima ai diversi piani di dolce. Il costo era di 200 euro: ora va da un minimo di 300 ad un massimo di 600 euro. I protagonisti del matrimonio sono i due sposi e, indirettamente, anche i loro abiti. Ma, contrariamente a quanto si pensi, anche quello maschile ha iniziato a fare concorrenza, almeno per il costo, a quello della sposa: la donna spende da un minimo di 2.500 euro fino a 5.000 euro per veli e ricami. Ma l’uomo non spende molto meno. Un abito maschile può arrivare fino a 2.000 euro e a questo vanno aggiunti altri 250 euro per le scarpe. C’é poi l’intimo, che è un must: l’uomo spende tra le 80 e i 120 euro, mentre prime ne spendeva 55; la sposina investe invece in lingerie tra i 200 e i 500 euro. Ma per un matrimonio che si rispetti non si può fare a meno delle foto e delle riprese video, della musica in sala e delle bomboniere, del bouquet e dell’addobbo floreale, ma soprattutto delle fedi.
L’aumento sui mercati del prezzo dell’oro si ripercuote anche sul fatidico sì: ora per un paio di fedi si spende da un minimo di 400 ad un massimo di 1.000 euro (contro i 350 euro del 2001). Il rincaro maggiore l’ha però registrata la musica: il sottofondo per il pranzo e per la cerimonia religiosa é passato da 500 euro di sette anni fa ai minimo 1.000 attuali. Ma si può arrivare a sborsare anche 1.800 euro (ai quali vanno aggiunti i diritti della Siae, tra i 150 e i 300 euro). Se per le bomboniere si può spendere tra i 1.200 e i 2.500 euro, per video e foto si arriva a spendere dai 3.500 ai 5.000 euro: 1.500 per il filmino su dvd e 3.500 per le immagini artistiche inserite nel classico album in pelle. Ma un altro attentato al portafoglio è l’addobbo floreale per l’addobbo della chiesa (da 400 a 1.000 euro) per l’auto(da 100 a 150 euro) per il ricevimento (da 500 a 1.200 euro) e per il bouquet (tra 150 e 500 euro) che viene tradizionalmente lanciato per essere afferrato da chi è ancora in cerca di marito. Alla fine per gli sposini non resta che la fuga. Ma anche per quello devono far ricorso al conto in banca. L’auto in affitto costa infatti tra le 700 e i 1.200 euro (contro i 500 del 2001) mentre per partire in viaggio di nozze (che prima costava 2.000 euro) bisogna mettere in conto una spesa che va dai 3.000 ai 5.000 euro.
Powered by ScribeFire.
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: cerimonia, Matrimonio, nozze, soldi
◆ Salerno, Meeting della famiglia
L’associazione Progetto Famiglia propone da oggi a domenica il I meeting della famiglia su ‘Famiglia umana, comunità di pace’. Tra gli eventi previsti, segnaliamo: ‘Trent’anni della legge 194: l’aborto una conquista per la donna?’ (oggi, Ospedale civile di Sarno); premiazione del concorso scolastico ‘Costruisci la famiglia’ (oggi a Sarno); Messa presieduta da mons.
Gioacchino Illiano, vescovo di NoceraSarno (domenica, concattedrale S.Michele Arcangelo, Sarno).◆ Teramo, media e famiglia
Corso nazionale organizzato dall’Aiart oggi, 18 aprile, all’Hotel Sporting di Teramo, su ‘Media, scuola e famiglia’. Partecipano Ottaviano del Turco, Piero Damosso, Salvatore Cacciola, Pier Giorgio Liverani, don Domenico Pompili.◆ Il fisco a Monfalcone
Incontro interdecanale questa sera alle 20.30 a Monfalcone sulla petizione proposta dal Forum in materia di fisco e famiglia.◆ Parma, educarsi per educare
Da oggi a domenica al Centro salesiano San Benedetto, organizzata dalla Provincia di Parma e dalla Rete provinciale per la famiglia, si svolge la prima Conferenza provinciale della famiglia sul tema ‘Educarsi per educare’.◆ Padova, festa delle famiglie
Domenica 20 aprile al Centro congressi Papa Luciani di Padova si svolgerà il Convegno diocesano delle famiglie, con la partecipazione del vescovo Mattiazzo. Il tema è ‘Una famiglia che lavora’.◆ Famiglie numerose in Campania
Prima festa regionale in Campania per l’associazione Famiglie numerose.
Appuntamento il 20 aprile a Volla, negli spazi della parrocchia Immacolata Taverna delle Noci, con l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. Nel pomeriggio dibattito su ‘Come sopravviverà la famiglia in Campania’.◆ Petizione regionale a Marsciano
Nel Palazzo comunale di Marsciano (Perugia), il 21 aprile alle 21 Simone Pillon, presidente del Forum dell’Umbria, e Giovanni D’Andola, presidente regionale di Famiglie numerose, presenteranno la proposta di legge regionale popolare per la famiglia e la petizione sul fisco a misura di famiglia.◆ Roma, la Tv e i libri di testo
All’Università La Sapienza (aula 13) il 23 aprile alle ore 10 convegno su ‘La tv nei libri di testo della scuola primaria’, organizzato dall’Aiart. Partecipano: Giovanni Valentini ( Repubblica); Gaetano Arconti (Fondazione BNC), Giuseppe De Rita (Censis), Maria d’Alessio (Ordinario psicologia, La Sapienza), Fiorella Farinelli (direttore generale ministero Pubblica Istruzione), conclusioni di Luca Borgomeo, presidente Aiart.da Avvenire - (a cura di Daniele Nardi)
Powered by ScribeFire.
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: aborto, catechesi, educazione, famiglia, famiglie, famiglie numerose, fisco, incontri, libri di testo, media, televisione
Il Moige denuncia come con la separazione sia possibile dedurre integralmente l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge, il quale deve dichiararlo ma se non ha altri redditi pagherà un’aliquota decisamente minore. Così il sistema tributario anziché sostenere il matrimonio sembra spingere verso il divorzio. Anche ‘finto’, tanto per risparmiare qualche migliaio di euro l’anno
Se ci si mette anche il fisco a fare il diavoletto fra moglie e marito, allora per il futuro della famiglia si fa veramente dura. C’è chi ha fatto le pulci al nostro sistema fiscale e ha scoperto che non c’è dubbio: conviene separarsi.
Il Moige (Movimento italiano genitori) lo ha denunciato addirittura nelle aule parlamentari, durante l’audizione alla commissione Affari sociali, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla famiglia. Era la seduta del 24 gennaio dello scorso anno ed Elisabetta Scala così argomentava: «Paradossalmente, in Italia conviene essere separati dal punto di vista fiscale, piuttosto che costituire una famiglia: i separati hanno maggiori agevolazioni rispetto alle famiglie unite, ad esempio, in relazione agli asili nido, alle tasse universitarie. So per certo che ci sono famiglie a cui viene consigliato di chiedere la separazione per avere la possibilità di accedere alle liste per gli asili nido ed altro».
E sempre il Moige, di recente, ha provveduto a mettere in campo i suoi tecnici per fare due conti.
Anzi, come dicono gli esperti, per approntare le ’simulazioni’. E allora si fanno scoperte incredibili. In caso di separazione dei coniugi, la famiglia può risparmiare sul fisco anche migliaia di euro, grazie al meccanismo della deduzione integrale dal reddito dell’assegno di mantenimento. Un esempio è quello di una coppia in cui solo lui lavori e percepisca un reddito attorno ai 70mila euro. In questo caso l’aliquota fiscale che si applica è quella del 41%. Mettiamo il caso che dopo la separazione debba versare 20mila euro alla moglie. Detratta questa cifra, l’aliquota scende e il risparmio di imposta (per lui) è qualcosa più di 8mila euro.Si dirà: ma anche la moglie separata dovrà pagare le tasse.
Certo, ma l’aliquota inferiore (23%), le costerà 4.600 euro di imposte. I conti sono presto fatti: i falsi separati risparmieranno complessivamente 3.400 euro.Niente male. E i tecnici del settore confermano di poter esibire molti altri esempi.
Insomma, una situazione di incentivazione all’incontrario, in aperta contraddizione con la Costituzione italiana e con il tanto proclamato principio del ‘favor familiae’. Una incentivazione così riassumibile: separatevi (anche fittiziamente) e il fisco vi verrà in soccorso. Ora, questa situazione appare ancor più paradossale, dopo una campagna elettorale che ha visto i principali contendenti spendersi in promesse per la famiglia, soprattutto se con figli.
Ristabilire i giusti rapporti è dunque prioritario. Anche perché il passo è breve sotto il profilo culturale e del senso comune. Se, infatti, conviene separarsi, perché mai accingersi al grande passo e sposarsi?
Anzi, sarà gioco facile per tutti i detrattori del matrimonio e della famiglia, per tutti i laicisti in servizio permanente effettivo, per i sostenitori di tutte le altre forme di unione, a partire dalla convivenza, allestire persino una campagna in negativo. Al grido: ‘Sposarsi non conviene’.
Dunque, aspettiamo speranzosi i gesti del futuro governo in favore delle famiglie. Incidere sul sistema del prelievo fiscale, vedi le deduzioni per ogni familiare a carico poste al centro della proposta del Forum delle associazioni familiari, porta con sé un accentuato valore di equità sociale. Chi più dà alla comunità, attraverso la cura e l’educazione dei figli, più riceve, o meglio: meno gli viene tolto alla fonte. Altrimenti, aumenterà la tentazione di separarsi pur di pagare meno tasse. E in quel caso il fisco avrà davvero vinto su tutto, amore compreso.
Domenico delle Foglie, Avvenire
Powered by ScribeFire.
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: asili nido, divorzio, fisco, Matrimonio, Moige, separazione, tasse
◆ di Giacomo Samek Lodovici, Avvenire
«I figli? no grazie, si vive molto meglio senza». È la tesi del movimento No kid, capeggiato dalla francese Corinne Maier, che ha elencato in un libro 40 motivazioni per non avere figli e che elogia le italiane per il loro basso tasso di gravidanze e le sprona: «Donne italiane non imitate le vostre cugine francesi, continuate a non fare figli». È bastato che il Corriere pubblicasse sul suo sito mercoledì questa notizia per scatenare nel giro di pochissimo tempo una serie di risposte sul forum quimamme, che ha invitato le sue lettrici ha fornire 40 ragioni per cui avere figli è bello (cfr.
www.quimamme.corriere.it/forum/view topic.php?t=47).La lettrice Simo ha risposto: «ogni mattina inizio una nuova giornata con il sorriso dei miei due bambini!». Per Minetta «la prima volta che ti chiamano ‘mamma’ vale più di ogni complimento mai ricevuto!». Per un’altra mamma «Chi ti può dare un abbraccio più coccoloso di tuo figlio?».
Un’altra ancora ha detto: «non ho mai vissuto un momento così felice, intenso e completo come il momento in cui mia figlia è nata». Secondo vale64, poi, «nessuna carriera vale l’emozione di una vita che nasce, la gioia del sorriso di un bambino». Anna, poi, non ha lesinato i punti esclamativi: «La cosa più bella è quando tuo figlio ti guarda negli occhi e ti dice: ‘ti voglio bene mamma’!!!!!!!!!!! I figli sono la nostra vita!!!». Un’altra mamma ha aggiunto: «quando ti svegli la mattina e senti la sua presenza, comprendi che hai una ragione più che valida per iniziare la giornata e sai che il giorno che sta per cominciare insieme sarà diverso da quello precedente ma altrettanto meravigliosamente memorabile».Un’altra ancora ha spiegato: «non c’è nessuna ricchezza terrena minimamente paragonabile alla ricchezza di guardare negli occhi tuo figlio. Avere un bambino vuol dire guardare avanti, costruire qualcosa per la vita, lasciare una traccia di amore per sempre, l’amore che non finisce mai, ma si tramanda nelle generazioni». Per un’altra lettrice è bello avere figli «perché solo con i figli hai emozioni così forti. Perché solo con i figli ci si sente così orgogliosi. E perché è così bello sentirli muovere, crescere dentro di noi, grazie a noi»; per un’altra ancora è bello «perché quando ti abbraccia ti senti volare, quando ti chiama mamma riconosci nei suoi occhi un amore infinito e quando ti sorride appena sveglio pensi che la gioia di avere un figlio sia il senso di tutta la tua vita». E la lettrice Mammaweb ha protestato: «come si può ridurre la gioia di avere un bambino in soli 40 motivi? non ne basterebbero 40.000!! i figli sono l’essenza della vita!».
Potremmo andare avanti con le citazioni, ma il senso è chiaro: certamente, per queste mamme, la maternità ha comportato e comporta fatica, difficoltà, notti insonni, ecc. Ma ne vale la pena, perché le gioie che procurano i loro figli compensano tutto. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo: l’esperienza della Maier e di altre donne è diversa, ma le mamme felici ci sono ancora.
Powered by ScribeFire.
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: blog, gioia, mamme, maternità, natalità, Samek Lodovici
ANSA.it - ROMA, 17 APR - Maternita’ difficile, anzi ‘punita’ per le italiane, per le quali sara’ molto difficile risalire dalla media di 1,34 figli per donna. Ci vogliono cambiamenti radicali non soltanto nei luoghi di lavoro, ma nelle politiche sociali e nei servizi a sostegno della maternita’. E’ quanto emerge dall’identikit della maternita’ in Italia, confrontato con quello di altre realta’ europee e condotto dal Centro Studi FeM (Fertilita’ e Maternita’), che ha presentato i risultati dell’indagine.
Powered by ScribeFire.
→ No CommentsCategorie: Senza Categoria
Contrassegnato da tag: Italia, lavoro, maternità, natalità
(da ANSA) Tutti sappiamo che uomini e donne sono diversi. Adesso degli studi mostrano che hanno anche abitudini alimentari differenti.
Secondo uno studio del Foodborne Disease Active Surveillance Network (USA), gli uomini preferiscono mangiare più carni rosse, pollame, e frutti di mare rispetto alle donne.
Le donne, d’altra parte, mangiano più frutta, verdura, e cibi secchi degli uomini.
Allo studio hanno preso parte 14000 uomini e donne.
→ No CommentsCategorie: blog
Contrassegnato da tag: cibo, donna, uomo