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Articoli taggati ‘vita’

La sorpresa

17 Giugno 2009 Lascia un commento

Il Sussidiario.net :: FECONDAZIONE/ Il bambino di colore e la discriminazione del “clinicamente corretto” – In Irlanda una coppia ha concepito in vitro un bimbo, ma per errore l’ospedale avrebbe usato spermatozoi di un donatore africano, determinando la nascita di un bimbo dalla pelle scura.

Il fatto di cronaca dello scambio di spermatozoi in una fecondazione in vitro non è nuovo e sarebbe preoccupante etichettarlo come l’ennesima prova dei limiti della fecondazione in vitro, perché sarebbe considerare “un fallimento” aver avuto un figlio di colore: sarebbe stato un fallimento clinico se la coppia avesse usato il proprio seme e questo fosse stato scambiato con quello di un estraneo, ma qui già si sapeva che il seme non era del padre. Quindi qui l’unico “nocumento” è il colore della pelle, e ci rifiutiamo di pensarlo come tale.

Quello che ci preoccupa allora è che qualcuno si inalberi perché la “richiesta su misura” non sia riuscita. Quello che colpisce è infatti la reazione: si voleva il figlio uguale a sé e ora si è persi, disorientati.

Continua a leggere il bell’articolo di Bellieni qui.

[foto Flickr]

L’impresa

2 Maggio 2009 Lascia un commento

La vita matrimoniale non è altro che l’impresa appassionata di due esseri umani unici e irripetibili, che si danno mutuamente, non perchè si amano, ma perchè desiderano amarsi.

L’altro rimarrà sempre “altro”, sempre ombroso e indicibile, una libertà sempre aperta, e, se l’amore è fine e non soltanto iniziale emozione erotica, la pazienza e la mitezza dovranno superare lungo il cammino molte stanchezze e scoraggiamenti.

In due si vive molto più di fede che di desideri soddisfatti.

«Non ti amo più» non ha, tra persone vive e reali, alcun senso; «io cerco tutti i giorni di amarti» presuppone invece libertà e responsabilità, maturità personale e comunità di vita che non teme delusioni.

Non l’«estasi», ma il dialogo fonda l’esistenza umana in due.

Giambattista Torellò, Dalle mura di Gerico, ed. Ares


Capire il perdono

19 Aprile 2009 Lascia un commento
Fra Angelico, Cristo al limbo

Fra Angelico, Cristo al limbo

Lavori in corso: Perdono: Oggi, Domenica della Divina Misericordia, vorrei fare alcune considerazioni sul perdono.

1. Si perdona il colpevole. Se è innocente, se non lo ritengo colpevole, non è questione di perdonare. Dio guarda in faccia la nostra colpa, non distoglie lo sguardo, non finge di non aver visto: con la stessa attenzione del medico conosce fino in fondo il male che c’è in noi… e lo perdona.

2. Perdonare non è dimenticare. Se dimentico meglio per me, ma se mi torna in mente l’offesa devo continuare a perdonare. Quando perdoniamo dobbiamo metterlo in conto: il perdono è un atto che si prolunga nel tempo, tutte le volte che la nostra memoria lo richieda. Dio perdona per sempre, non ritorna sulla sua decisione, non rinfaccia e non tiene il conto.

3. Perdonare non è scusare, giustificare, attenuare. Questi sono fratelli minori del perdono, ma se mi convinco che chi mi ha offeso non l’ha fatto apposta, non voleva, è in un momento difficile… tutto molto bene, ma sto evitando di perdonare. Gesù dalla croce vede tutta la malizia degli uomini, vede mali scusabili ma vede anche molti mali inescusabili, e accetta di morire per ottenerci il perdono.

4. Il perdono dà vita. Con la colpa si può solo sopravvivere, rifugiandosi in una bugia su noi stessi. Il Signore ci permette di affrontare le nostre colpe e, con il perdono, tornare a vivere nella verità. Vivere da colpevoli è molto difficile, vivere da perdonati è un’altra cosa. Per questo san Paolo parla del perdono di Dio come di una risurrezione.

Oggi siamo invitati a renderci conto che la Misericordia di Dio è una cosa grossa. Rallegriamoci e impariamo, perché lui ci ha detto «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro» e noi, accettando l’invito, abbiamo ripetuto mille volte: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori».

Grazie don Mario!

(cross-posted here)

Cos’è l’amore

17 Aprile 2009 Lascia un commento

Preso di peso dal blog lo scarrozzo: Amarsi un po’

Cos’è l’amore? Rieccola qui, una di quelle grandi, enormi domande, così gigantesche da sembrare banali. è una domanda inutile perché lo sanno tutti cos’è l’amore. Eppure continuiamo a chiederlo a noi stessi, continuamente. Cos’è questo benedetto amore che continua a mandare avanti la baracca di questo mondo?

La risposta non è teorica, non può esserlo perché non è teorica la domanda. Nessuno vuole sapere cos’è l’amore per il gusto di andarsene a dormire con la definizione precisa del vocabolario. Tutti vogliono sapere di più sull’amore perché l’amore è la benzina che alimenta la vita, l’aria che fa respirare il loro cuore. E se non lo riceviamo e non siamo capaci di darlo moriremo asfissiati, soffocati.

Basta chiedere a quelli che hanno vissuto una vita lunga e felice, basta guardare la loro esistenza per farsi un’idea. L’amore è un dono di sé, qualcosa che per definizione non può essere pagata perché la gratuità fa parte della sua essenza. Io credo che l’amore si possa alla fine spiegare come la capacità e la volontà di prendersi sulle spalle un’altra persona, con tutti i suoi pesi. E imparare a lasciarsi amare equivale a lasciare che qualcun altro si prenda sulle spalle tutti i nostri problemi e i nostri pesi, e che lo faccia gratuitamente. Per questo è difficile lasciarci amare, perché per fare questo ci vuole umiltà, e la semplicità di ammettere che non siamo autosufficienti.

Chi si sposa si imbarca in un’avventura d’amore: si prepara a caricarsi tutti i dolori dell’altro, a portarne i pesi, a condividerne il destino, guidando così il destino comune, con amore, verso la felicità.