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Articoli taggati ‘maternità’

Non solo asili-nido

27 Maggio 2009 Lascia un commento

Il Sussidiario.net :: SCUOLA/ Non solo asili nido: tutto quello che le mamme chiedono per i loro figli

Eppure si muove. Da qualche tempo a questa parte, nel nostro paese, l’equazione tra madri lavoratrici e asili nido non regge più. Dopo anni nei quali la conciliazione tra famiglia e lavoro è stata identificata pressoché in toto con la moltiplicazione delle strutture di assistenza alla prima infanzia, preferibilmente pubbliche, oggi una serie di segnali indicano la presa di coscienza da parte delle donne che le ricette per risolvere il problema sono molteplici, e non passano necessariamente per la delega dell’allevamento dei figli.

Le madri che vogliono poter occuparsi personalmente dei loro bimbi, almeno nei primi anni di vita, sono sempre di più: la parola chiave per esaudire il loro desiderio è “flessibilità”. Vanno letti in questo senso dati come quelli emersi dall’indagine ISFOL, pubblicata in coincidenza con la scorsa festa della mamma e dedicata alle donne tra i 25 e i 49 anni “inattive” (che non sono occupate né alla ricerca di un’occupazione). Secondo la ricerca, le neomamme escono dal mercato del lavoro, in molti casi per non farvi più ritorno: il loro tasso di occupazione passa dal 57,2 al 48,4%; aumenta di poco, fino ai 15 anni del figlio, passando al 56,2%, ma resta poi ancorato al 56%, segno – dicono i ricercatori – che dalla maternità in poi queste donne non hanno più lavorato. Ma a parte le evidenze già tristemente note, il dato più interessante della ricerca è quello relativo alle richieste delle donne per agevolare la conciliazione: le intervistate chiedono in maggioranza tempi di lavoro più flessibili (35,8%), maggiore condivisione nel lavoro familiare (25,9%), e solo in via secondaria l’aumento dei servizi per l’infanzia (18,1%).

La flessibilità è in cima ai desideri anche per quanto riguarda il selezionato gruppo delle madri più “tecnologicamente avanzate”. Le centinaia di mamme-blogger che sabato 23 maggio hanno dato vita all’iniziativa “MaM 2009”, promossa dal Sole24Ore e da FattoreMamma, hanno formulato alla Consigliera Nazionale per le Pari Opportunità, Alessandra Servidori, dieci richieste: la prima delle quali è il sostegno a forme di flessibilità organizzativa che non penalizzino la qualità del lavoro delle madri lavoratrici. Si tratta di interventi per promuovere forme come il part-time (che in Italia, secondo i citati dati ISFOL, è fermo al 27,9%, a fronte del 29,4% francese, del 45,4% tedesco e del 73% olandese), il telelavoro, il job sharing, gli orari flessibili e i congedi parentali. Provvedimenti che precedono nell’elenco dei desiderata le altre misure: sgravi fiscali per le aziende e per le famiglie, campagne di informazione contro il mobbing post-gravidanza, fondi per la creazione di asili nido, prestiti d’onore per le imprenditrici, nidi di condominio, agevolazioni per l’assistenza a anziani e disabili, incentivi ai congedi di paternità e promozione del web a banda larga come leva imprenditoriale per le madri e come strumento di networking.

Ma dietro la domanda delle donne di avere più tempo, e di poterlo gestire meglio, non c’è solo l’esigenza di continuare a lavorare come prima della maternità, o di curare di più se stesse, come sembrerebbe trasparire dai numeri (il 28,3% delle intervistate dall’ISFOL ha dichiarato di trascurare se stesse per dedicarsi ai figli). C’è quello che i numeri non dicono, e che si può ancora soltanto intuire: il desiderio delle madri di restare il più possibile vicine ai loro figli nella prima infanzia. Gli incentivi e le agevolazioni alla flessibilità riescono dove asili nido e baby-sitter falliscono: nel permettere alle donne di non sacrificare la famiglia al lavoro, di non abbandonare i figli in nome della carriera, di non rinunciare alla maternità per la produttività. Perché la conciliazione non è soltanto un problema di welfare, di pari opportunità, di emancipazione, ma è anche, forse soprattutto, un problema di educazione, di infanzia, di civiltà.

[foto Flickr]

Le mamme felici esistono ancora e sono maggioranza

18 Aprile 2008 Lascia un commento

◆ di Giacomo Samek Lodovici, Avvenire

«I figli? no grazie, si vive molto meglio senza». È la tesi del movimento No kid, capeggiato dalla francese Corinne Maier, che ha elencato in un libro 40 motivazioni per non avere figli e che elogia le italiane per il loro basso tasso di gravidanze e le sprona: «Donne italiane non imitate le vostre cugine francesi, continuate a non fare figli». È bastato che il Corriere pubblicasse sul suo sito mercoledì questa notizia per scatenare nel giro di pochissimo tempo una serie di risposte sul forum quimamme, che ha invitato le sue lettrici ha fornire 40 ragioni per cui avere figli è bello (cfr.
www.quimamme.corriere.it/forum/view topic.php?t=47).

La lettrice Simo ha risposto: «ogni mattina inizio una nuova giornata con il sorriso dei miei due bambini!». Per Minetta «la prima volta che ti chiamano ‘mamma’ vale più di ogni complimento mai ricevuto!». Per un’altra mamma «Chi ti può dare un abbraccio più coccoloso di tuo figlio?».
Un’altra ancora ha detto: «non ho mai vissuto un momento così felice, intenso e completo come il momento in cui mia figlia è nata». Secondo vale64, poi, «nessuna carriera vale l’emozione di una vita che nasce, la gioia del sorriso di un bambino». Anna, poi, non ha lesinato i punti esclamativi: «La cosa più bella è quando tuo figlio ti guarda negli occhi e ti dice: ‘ti voglio bene mamma’!!!!!!!!!!! I figli sono la nostra vita!!!». Un’altra mamma ha aggiunto: «quando ti svegli la mattina e senti la sua presenza, comprendi che hai una ragione più che valida per iniziare la giornata e sai che il giorno che sta per cominciare insieme sarà diverso da quello precedente ma altrettanto meravigliosamente memorabile».

Un’altra ancora ha spiegato: «non c’è nessuna ricchezza terrena minimamente paragonabile alla ricchezza di guardare negli occhi tuo figlio. Avere un bambino vuol dire guardare avanti, costruire qualcosa per la vita, lasciare una traccia di amore per sempre, l’amore che non finisce mai, ma si tramanda nelle generazioni». Per un’altra lettrice è bello avere figli «perché solo con i figli hai emozioni così forti. Perché solo con i figli ci si sente così orgogliosi. E perché è così bello sentirli muovere, crescere dentro di noi, grazie a noi»; per un’altra ancora è bello «perché quando ti abbraccia ti senti volare, quando ti chiama mamma riconosci nei suoi occhi un amore infinito e quando ti sorride appena sveglio pensi che la gioia di avere un figlio sia il senso di tutta la tua vita». E la lettrice Mammaweb ha protestato: «come si può ridurre la gioia di avere un bambino in soli 40 motivi? non ne basterebbero 40.000!! i figli sono l’essenza della vita!».

Potremmo andare avanti con le citazioni, ma il senso è chiaro: certamente, per queste mamme, la maternità ha comportato e comporta fatica, difficoltà, notti insonni, ecc. Ma ne vale la pena, perché le gioie che procurano i loro figli compensano tutto. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo: l’esperienza della Maier e di altre donne è diversa, ma le mamme felici ci sono ancora.

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Famiglia: in Italia mamme ‘punite’

17 Aprile 2008 Lascia un commento

ANSA.it – ROMA, 17 APR – Maternita’ difficile, anzi ‘punita’ per le italiane, per le quali sara’ molto difficile risalire dalla media di 1,34 figli per donna. Ci vogliono cambiamenti radicali non soltanto nei luoghi di lavoro, ma nelle politiche sociali e nei servizi a sostegno della maternita’. E’ quanto emerge dall’identikit della maternita’ in Italia, confrontato con quello di altre realta’ europee e condotto dal Centro Studi FeM (Fertilita’ e Maternita’), che ha presentato i risultati dell’indagine.

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